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Quando qualità fa rima con ascolti

Siamo sempre pronti a dare addosso alla televisione. La tv degli ascolti che mette in scena il trash e gli insulti, una tv che premia i nullafacenti, che istiga a violenza e parolacce; e poi dall’altro lato, la tv di qualità, quella educativa, di approfondimento, d’informazione, una televisione capace di osare e sperimentare. La prima è quella dei grandi numeri, mentre l’altra è quella per pochi, molti la chiamano di nicchia. E poi c’è Raitre che, seppur schierata (anche Rete 4 lo è e non fa gli stessi ascolti) zitta zitta, un po’ alla volta sta dimostrando che il pubblico italiano è stanco dei reality e del chiacchiericcio; e lo share la premia. Ballarò di Floris vola contro i cantanti reclusi di Music Farm e le volgari distrazioni di Mammuccari; l’audience schizza alle stelle il week-end con Fabio Fazio e il suo Che tempo che fa (oltre 6 milioni ieri con Benigni ospite). In 1/2 h della Annunziata bacchetta tutti e va talmente bene che è stato prolungato fino a maggio. E poi c’è Blob, la Dandini, Chi l’ha visto, la Squadra, anche la soap opera Un posto al sole diventa piacevole da guardare la sera. Un’altra qualitativamente del livello di Raitre è La7, quella che tutti chiamano di nicchia perché gli ascolti non raggiungono gli stessi picchi delle altre. E anche lì di bei programmi ce ne sono: Otto e mezzo, Markette, Le Invasioni Barbariche, Omnibus. Persino i reality a La7 sono intelligenti. Insomma il telespettatore che non possiede Sky e si lamenta di non avere alternative al trash sbaglia. L’offerta c’è, basta saper scegliere.

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apr  06
3
alle 02:25
da La Fenice


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