La Rai e le previsione sbagliate delle olimpiadi
A viale Mazzini non ne azzeccano una. Gli spazi pubblicitari delle olimpiadi di Torino 2006 sono stati praticamente regalati rispetto agli ascolti registrati. I passaggi per gli spot infatti sono stati venduti dalla Rai agli inserzionisti prevedendo una media di share del 16%, lo stesso che avevano ottenuto le precedenti olimpiadi invernali a Salt Lake City, mentre la media di quest’anno si è aggirata intorno al 17,5%, con punte del 33% durante l’esibizione della coppia Fusar-Poli Margaglio nella danza sul ghiaccio. Ma come si è potuti incappare in un’ingenuità simile e pensare che l’ascolto sarebbe stato lo stesso del 2002 non tenendo conto che le olimpiadi quest’anno si sarebbero svolte in Italia, senza il fuso orario che penalizzava, con un tam tam mediatico che andava avanti da mesi e una copertura giornaliera da parte di Raidue? Morale della favola: gli spot hanno coperto soltanto una piccola parte dei costi sostenuti dalla rete per seguire le olimpiadi. Va bene che la Rai è un’azienda di stato e non deve mirare al guadagno, ma almeno potrebbe puntare al pareggio e non fare pesare a fine anno i suoi errori sul canone dei contribuenti.
da La Fenice
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