Aspettando il nuovo presidente degli USA. Una battaglia a suon di spot #3. L’ultima sfida dei killer ads

Eccocci a poche ore delle fatidiche elezioni americane di cui inevitabilmente ci siamo occupati più di una volta. Una sfida che abbiamo visto essere fatta certo sul piano politico, ma moltissimo sul piano mediatico, attraverso una comunicazione diventata sempre più spettacolare. Dalle partecipazioni televisive ai numerosi spot che hanno invaso tv e web, con internet usato come potente mezzo di divulgazione per un popolo, quello della rete, che non dimentaca mai e amplifica i messaggi molto velocemente.
La settimana scorsa i due candidati hanno concluso le loro apparizioni televisive in show popolari come The Daily Show With Jon Stewart, per il quale Obama ha portato gli ascolti più alti per la trasmissione di Comedy Central, mentre McCain ha seguito la sua vice facendo anche lui un duetto con Tina Fay nei panni di Sara Palin nella puntata di sabato sera del SNL. Continua invece inarrestabile la battaglia all’ultimo “killer ad”, gli spot destinati più che a esaltare il programma di uno dei candidati, a smontare, quasi massacrare la politica dell’altro.
E’ sicuro che gli Stati Uniti hanno per primi puntato molto sulla televisione come mezzo di propaganda politica prima di ogni altro paese, e fu John Kennedy nel 1960 a sfruttare appieno questo potere. Oltre 200 spot, seppur spesso molto disomogenei perchè organizzati da due diverse compagnie, e un dibattito televisivo in particolare seguito da 75 milioni di americani, furono in gran parte complici della vittoria.
Dopo il continua il killer ad “Crisis”, in cui si ritiene che Obama possa portare un nuovo attacco terroristico come quello del 9/11, e l’ironico “Wassup 2008″, indipendente web ad a favore di Obama che fa il verso a una pubblicità della Budweiser del 1999
Il compianto presidente ha con Obama anche molte somiglianze, oltre la fede democratica anche la giovane età, e fu proprio Kennedy ad annunciare che in 40 anni il paese sarebbe stato pronto per un presidente di colore. Ma chi è che alla fine convincerà di più? Se anche da noi gli spot elettorali di Veltroni e Berlusconi fossero stati del genere lui ha fatto questo, io sono più bravo etc., sarebbe secondo voi cambiato qualcosa? Gli italiani si sarebbero sentiti più o meno influenzati da spot simili a quelli americani?
Tra i più recenti ads che cercano di portare gli indecisi dalla parte di McCain, alcuni realizzati da organizzazioni noprofit, che tirano in ballo perfino le torri gemelle e l’attentato dell’11/9 per portare sfiducia nei confronti di Obama, quest’ultimo andato in onda sulle CBS e NBC e realizzato dalla conservatrice Right Change. Altri portano la firma dei repubblicani del National Republican Trust, che ad esempio fanno riferimento al reverendo della chiesa di Obama che ha maledetto l’America in un sermone, fino all’ironico spot che richiamando i film in bianco e nero spara a zero su Obama, Nancy Pelosi (Presidente della Camera dei Rappresentati) e Henry Reid (leader democratico in Senato).
Lo stesso McCain comunque ha autorizzato spot ben più taglienti, rivangando nella vita di Obama, dalle sue amicizie con terroristi ai suoi legami con l’associazione progressista Acorn, per cui il candidato aveva lavorato negli anni ‘90 e che oggi gli ha procurato registrazioni al voto di morti o addirittura di personaggi dei fumetti. Tra i maggiori scontri quelli sull’economia, su cui entrambi i potenziali presidenti hanno accusato il rivale di programmi sbagliati che porteranno il paese al baratro.
Infine segnaliamo una serie di spot che spronano, indipendentemente dalla fede politica, ad andare a votare. Steven Spielberg “istruisce” Leonardo di Caprio, Will Smith, Courtney Cox, Eva Longoria, Demi Moore e altri colleghi a convincere gli americani a un “don’t vote”, provocazione che vuol dire: non votate se volete che tutto vada a rotoli…
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Per vedere di più:
altri spot “scorretti”
gli spot del 1960 della campagna Kennedy-Nixon
la raccolta degli ads di oltre 50 anni di elezioni americane: Living Room Candidate, inclusi quelli di Obama e Mccain
La pubblicità elettorale vista da Spotanatomy
da guaf
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