Cartel de los Sapos: in Colombia il traffico di droga è la star della tv

Colombia, cosa vi viene in mente? Sicuramente molti di noi subito pensano a droga, narcotrafficanti e polizia corrotta così come è sicuro che non è l’immagine che il paese vorrebbe dare di sé, tanto da scoraggiare prodotti televisivi stranieri che lo mettono in cattiva luce. Invece è proprio una serie colombiana a mettere crudelmente a nudo la corrotta società del paese.
Il sud America, patria soprattutto delle telenovelas, dalle più tradizionali che trattano una contrastata storia d’amore di personaggi spesso appartenenti a classi sociali diverse, ultimamente sta creando prodotti sempre più impegnati ed attenti alle problematiche sociali. Un esempio è l’argentina “Vidas Robas”, dichiarata addirittura di “interesse sociale”, che denuncia il grave problema delle giovani che finiscono sequestrate per essere immesse nei circuiti della prostituzione. “Cartel de los Sapos” (Il cartello dei rospi) invece affronta il mondo dei trafficanti colombiani.
Come nel libro omonimo di Andrés López López da cui trae ispirazione, tradimenti, omicidi, avidità , poliziotti e politici corrotti e donne dei clan chirurgicamente perfette sono gli ingredienti di “Cartel de los Sapos”. I protaginisti sono gli appartenti alla potente organizzazione Norte del Valle , e nelle battaglie tra le gang dei Medellin e dei Cali in ogni puntata ci scappa almeno un morto. Lo spietato mondo dei cartelli della droga è raccontato senza sottigliezze, il tutto ambientato in un periodo decisivo per la Colombia, il decennio tra il 1980 e il 1990, qundo il traffico di cocaina ha lanciato il paese in uno stato di corruzione senza precedenti.
Partita a giugno, la serie ha riscosso subito un grande successo perchè la gente comune si identifica, e soprattutto in molti si divertono a scomettere su chi è chi tra i poliziotti passati dall’altra parte della legge, essendo le vicende sostanzialmente basate su fatti realmente accaduti.
Secondo un report delle Nazioni Unite, in Colombia i territori utilizzati per coltivare la cocaina sono aumentati del 27% nel 2007, portando le esportazioni a 600 tonnellate all’anno. Seppure con la protezione degli Stati Uniti le città colombiane stanno vivendo una rinascita, non è così per le zone rurali, ancora controllate dai gruppi di narcotrafficanti, incluse frange di guerriglieri di estrema sinistra che stanno combattendo una rivolta lunga 44 anni.
Non tutti però apprezzano “Cartel”: il capo della polizia colombiana, Oscar Naranjo, il cui fratello è in prigione per droga, sostiene che la serie dà un quadro ingiusto delle forze dell’ordine. Cambiare canale? A quanto pare ai colombiani vedere i propri problemi in tv piace proprio, e l’alternativa sarebbe il secondo serial più seguito, ha come protagonista un contabile di spacciatori di droga che dopo varie vicende entra nel programma protezione testimoni della polizia…insomma se non è zuppa è pan bagnato!
da guaf
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