Dalla serie americana “Pretty Handsome” ai documentari sull’erotismo italiano: tutti gli aspetti della sessualità mostrata in tv senza pudori
“Pretty Handsome” è il nuovo pilot prodotto dalla Fox e creato dallo stesso autore di “Nip/Tuck”, Ryan Murphy. Mai stanco di indagare i segreti più profondi della personalità umana, come tutti i casi molto particolari che i chirurghi plastici Troy e McNamara continuamente affrontano, in questo caso è la transessualità oggetto della serie.
Il protagonista è un uomo sposato che confessa alla moglie e ai figli di essere transessuale e di volere ricorrere alla chirurgia per cambiare la sua sessualità. Tra i protagonisti Joseph Fiennes, Carrie-Anne Moss e il veterano Robert Wagner. Il progetto era stato inizialmente intitolato “4oz.” (4 once) in riferimento al peso di un pene maschile.
L’episodio pilota di questa serie, come quella di “Do not disturb”, sit com diretta da Jason Bateman, sono trapelate nella rete e sono reperibili su BitTorrent. Sarà volutamente fatto dalla Fox, che in questo modo vuole fidelizzare un pubblico incuriosito dalla prima puntata?
Per rimanere invece su suolo italico, il canale Cult (Sky) trasmette in seconda serata “Eroti ka Italiana”, una serie di documentari di Alberto D’Onofrio che svelano tutti gli aspetti della sessualità del bel paese. La prima puntata, andata in onda venerdì ha presentato le trasgressive abitudini sessuali di giovani torinesi.
Negli altri appuntamenti, sempre di venerdì, i gigolò di provincia, in “Italian Gigolo’”, gli scmbisti de “Il gioco dello scambio”. Ma anche il “kamasutra del disabile” con un politico disabile che si batte per il riconoscimento dei diritti sessuali dei diversamente abili; infine donne protagoniste in “Mistress all’italiana” e “Una per tutti”.
La serie segue il successo di “Eroti ka” quindici documentari realizzati sempre da D’Onofrio e andati in onda l’estate scorsa. Quella prima serie che analizzava il sesso “come forma di comunicazione e liberazione sessuale, ma anche come sguardo sul corpo-merce” non esauriva tutte quelle perversioni e abitudini spesso di provincia che si vedono in “Italiana”.
Quando vedere i documentari di D’Onofrio: la programmazione di Cult
da guaf
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