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J.J. Abrams parla delle sue creature e del prossimo “Fringe”. Michelle Rodriguez tornerà tra i profughi di “Lost”

Gli autori e produttori di “Lost” ci hanno fin troppo abituati a morti che tornano, così nessuna sorpresa nel leggere la notizia che Ana Lucia, interpretata da Michelle Rodriguez, riapparirà nel secondo episodio della prossima stagione.

Non sembra plausibile che torni da viva, dal momento che nella seconda serie era stata colpita a morte dai proiettili esplosi da un Michael temporaneamente fuori di testa per salvare il figlio Walt. Potrebbe essere una visione, o semplicemente un altro pezzo del puzzle del passato dei vari protagonisti.

Stanchi di seguire le vicende dei profughi di “Lost”? Pensate che anche J.J. Abrams, il proncipale autore della serie, a volte è stanco di voi. In un’intervista ha affermato di essere stufo delle persone che gli ripetono di aver interrotto la visione di una delle sue serie perchè dopo aver perso un episodio si sono talmente confusi con quello successivo da aver lasciato perdere!

Che dire se non che è tutta colpa sua? Abrams ha praticamente inventato un nuovo genere televisivo, che richiede soprattutto una completa dedizione da parte del telespettatore. Lo stesso “Lost” tuttavia inizialmente aveva una trama molto più semplice, doveva ruotare attorno ad un gruppo di sopravvissuti di un incidente aereo, e alle prime puntate ancora non erano state concepite la Dharma Initiative, gli Others e tutto quello che ha reso questa una delle serie più cervellotiche ed enigmatiche della tv.

Una volta cofigurati tutti gli elementi base, afferma Abrams, il segreto del successo è gestire una serie sapendo come andrà a finire, lavorarci sperando sia infinita ma essendo prondi a chiudere anche prima del previsto. E con questo spirito affronta la sua nuova creatura “Fringe”, pronta a debuttare in autunno sulla Fox.

La nuova serie di cui già abbiamo parlato, nasce un pò pensando a “X-Files” e un pò a “Altered States”, il film di David Cronenberg con William Hurt, ma anche tenendo presente che gli show di maggior successo negli States sono quelli polizieschi, come “CSI” e “Law & Order”.

Incrociando questi vari generi, la mente del creatore di “Alias” e “Felicity” ha partorito “Fringe”, inizialmente destinato ad essere una serie con episodi autoconclisivi. Mentre Abrams e colleghi sviluppavano le varie storie, hanno deciso di creare uno schema molto più complesso in cui tutti gli eventi paranormali si legano tra di loro attraverso le varie puntate…sorpresi?

Vi confesso che ho abbandonato “Lost” a metà della terza stagione, sarò magari tra le persone che il signor Abrams non vorrebbe incrociare per strada. Piuttosto vorrei vedere “Fringe”, mi incuriosisce di più la trama e l’ambientazione.

E voi, che ne pensate? Siete rimasti spettatori fedeli di “Lost”? Vi piace questo stile Abrams?

Via

Per saperne di più l’intervista di J.J. Abrams al NYTimes

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ago  08
26
alle 05:43
da guaf


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