Teletrasporto: ecco perchè non potremo mai teletrasportarci come il capitano Kirk.

Quante volte abbiamo desiderato avere la fortuna del capitano Kirk e con una semplice richiesta (“tirami su, Scottie”) essere teletrasportati in un altro luogo. Niente traffico, essere sempre puntuali, niente problema di “partenze intelligenti” durante le vacanze, e più semplicemente tornare a casa per pranzo ogni giorno. Purtroppo non ci sono assolutamente speranze che ciò possa mai accadere, ed ecco il perchè.
Nella finzione televisiva, il teletrasporto di Star Trek era stato inventato all’inizio del XXII secolo dal dr. Emory Erickson. La capacità di trasporto è di 40.000 km, anche se alcuni elementi possono interferire, come grosse rocce, metalli, varie forme di radiazioni. Se Jonathan Archer e il suo equipaggio della Enterprise NX-01 non preferiscono il teletrasporto (Archer non lo userebbe nemmeno per il cane), sulla USS Enterprise il capitano Kirk e i suoi ne fanno invece ampio uso. Dal XXIV secolo è ormai un mezzo molto sicuro.
“Teletrasporto. Il salto impossibile” è un libro di David Darling, astronomo inglese che spiega ancora una volta perchè il teletrasporto stile Star Trek è e rimarrà solo una fantasia. Lo spunto del libro nasce dal fatto che ultimamente il termine teletrasporto è spuntato in vari articoli di fisica quantistica, che ovviamente nulla hanno a che fare con il trasporto di persone o cose. Pur non essendo un libro specificatamente dedicato alla popolare serie televisiva, si va comunque ad aggiungere alla già ricca libreria di testi su Star Trek.
Per saperne di più
la voce wikipedia sul teletrasporto
la scheda del libro “Teletrasporto. Il salto impossibile”
da guaf
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