Niente Missione India per Andrew Howe. Le confessioni dell’atleta deluso e amareggiato
Sarà Susanna Messaggio la ripescata dai cercatori di fama in panchina ad andare in India per il nuovo reality La tribù – Missione India che partirà a settembre con la conduzione di Paola Perego. Lo sportivo Andrew Howe è stato bloccato proprio alla vigilia della partenza a causa di un divieto del gruppo sportivo militare dell’Aeronautica. Il diniego, che appare come una punizione per i brutti risultati dell’atletica azzurra nelle ultime gare, non è stata presa di buon grado da Howe che si è sfogato in un’intervista rilasciata a Repubblica.
Secondo il giovane la colpa è stata della cattiva gestione della federazione e del Coni che non sono riusciti ad ottenere buoni risultati. Andrew continua affermando che in Italia non si fa abbastanza propaganda per portare più giovani all’atletica leggera, sportivi come lui non vengono utilizzati per campagne di sensibilizzazione, ad esempio nelle scuole. Amareggiato continua: “Ma per l’atletica italiana il grande peccatore sono io, così niente tv e niente guadagno.”
Così come per gli altri concorrenti, i reality sono non solo un modo per riproporsi al grande pubblico ma anche una possibilità di guadagno. Lo stesso Howe dichiara senza remore che con la borsa di studio dimezzata gli introiti extra della trasmissione avrebbero fatto comodo, vista la differenza di trattamento economico tra un atleta come lui e un calciatore.
Non è la prima volta che ad uno sportivo l’Arma nega la partecipazione ad un programma televisivo, come nel caso di Margherita Granbassi, mentre per molti altri non ci sono stati vincoli, da Aldo Montano a Filippo Magnini. Se magari ci fosse una regola comune sarebbe anche meglio, a questo punto ci chiediamo: perchè alcuni si e altri no? Era giusto proibire ad Howe di partire? E pensare che avrebbe anche avuto a disposizione degli attrezzi sportivi, una dieta speciale e un fisioterapista (alla faccia della vita indiana!).
Via
da guaf
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