Reality a insulto libero. Lo dice anche la Cassazione
Avete voglia di sfogarvi e isultare il vostro prossimo? Un reality è quello che fa per voi, non dovete preoccuparvi nemmeno di eventuali querele, tanto la legge è dalla vostra parte. A dimostrazione di ciò una sentenza della Corte di Cassazione che si è occupata di un fatto accaduto durante il reality Survivor andato in onda nel 2001 su Italia 1. Uno dei concorrenti, Franco Mancini, si sentì chiamare pedofilo da Samuele Saragoni. Sicuramente non è un appelaltivo piacevole, soprattutto se una volta tornati a casa il nomignolo rimane e anche gli amici si divertono ad usarlo contro Mancini.
Scatta dunque una querela ma la sentenza, giunta dopo le solite lungaggini, non è a favore del querelante bensì di Saragoni. La motivazione è che in quel contesto questo tipo di offese sono ammississibili perchè questo tipo di spettacoli hanno la «caratteristica di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti, e i concorrenti ne sono perfettamente consapevoli».
La tutela va dunque a chi decide di usare parole forti e non a chi le subisce o al pubblico che guarda. Sicuramente chi sta a casa dietro la tv si aspetta schermaglie verbali e battibecchi di varia sorta, ma non volendoci essere un surrogato del Moige comunque pensiamo che certe affermazioni non dovrebbero essere consentite. Ricordiamo il recente caso di Vladimir Luxuria che nell’ultima edizione dell’Isola dei Famosi (poi da lei vinta) aveva contestato il termine “frocio”, anche se oltre quello i concorrenti non sono stati certo teneri gli uni con gli altri!
Pur ammettendo che il reality è proprio costituito dall’incontro-scontro di concorrenti molto eterogenei tra di loro e che sanno di dover fare proprio questo, chiediamo comunque la vostra opinione: ci deve essere un limite? Via libera agli insulti perchè è quello che il pubblico vuole e si merita, oppure un minimo di tutela ci dovrebbe essere? Se ci dovesse essere un codice per i reality, quale regole inserireste?
Per chi se lo fosse perso ecco il video di Vladimir Luxuria proprio mentre definisce le differenza dialettica tra “gay” e “frocio”.
da guaf
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di Piero il 01/1/70
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settembre 26th, 2009 at 17:37
I reality sono dei “Bidoni” dove raccogliere tutto quello che si dovrebbe portare all’inceneritore per essere spazzato via definitivamente. Coloro che vi partecipano, sanno a priori che verranno offesi ma che a loro volta, potranno farlo con quella disinvoltura degna di persone che di umano, hanno perduto addirittura l’aspetto fisico. Giustamente, seguendo il “Profuno” degli ascolti come farebbe l’orso yoghi per il miele, tv pubblica e private, si buttano a capofitto verso il facile rientro economico e più se ne parla, più soldi affluiscono nelle relative casse.
I reality, programmati a tavolino ed interpretati da persone che “Provinate” sono risultate idonee alla nullità ed all’annullamento delle loro personalità (se le possiedono), odorano come il letame sparso sui campi per la concimazione biologica. Questo tanfo irreversibile, attraverso delle fognature che chiamano canali TV, entra nelle case, portandosi appresso, con profitto, l’indecenza ai massimi livelli.
Cosa c’è di più bello se non il sedersi sulla poltrona davanti alla TV, rilassandosi tra ingiurie e provocazioni ed ammirando l’ineducazione e la sfacciatagine dei concorrenti dei reality?
In Italia forse…e dico forse…..non abbiamo altro da fare per dimenticare privazioni e frustrazioni quotidiane?