bellissime#bellissimi, protagonisti, quanto mi costi

Sanremo 2009 ciao. Piccolo decalogo in ordine alfabetico dell’edizione della “rinascita”

carta2_bigEd anche un altro Sanremo si è appena concluso, lasciando a noi mangiatv ancora un po per parlare, discutere, criticare, insomma un bel bla bla bla che senza il Festival rischieremmo di annoiarci nei giorni più freddi dell’anno. E si è chiuso con una certezza: l’anno prossimo saremo ancora qui a discutere dello stesso argomento, anzi tra pochi mesi cercheremo di scoprire chi sarà il prossimo conduttore, se non lo stesso Bonolis chi avrà l’ardore di essere colui che viene dopo. Oggi tutti i giornali e tg hanno aperto con notizie sul vincitore, sugli ascolti, sulle polemiche dell’ultim’ora, e come l’anno scorso vogliamo proporvi un nostro piccolo decalogo in ordine alfabetico (si, lo sappiamo che non è proprio un “decalogo”) per riassumervi anche con un pò di ironia i momenti salienti del 59 Festival di Sanremo.


A Amici, Maria de Filippi, Marco Carta tutto in una notte…altro che pax tra mediaset e rai, questo è un brodo di giuggiole in cui scivola la Televisione! Comunque una notazione sull’abbigliamento di Maria: forse è meglio con i vestiti più “comodi” con cui siamo abituati a vederla, così come il trucco, non avranno esagerato con la matita per gli occhi?


B come Bonolis Paolo, il salvatore della patria, novello Garibaldi che ha riunito le case d’Italia al cospetto della manifestazione più nazional popolare che ci sia, quella che c’era prima della nascita di molti di noi e forse ci sarà anche per i nostri pronipoti. Gli riconosciamo l’indubbio merito di aver fatto risorgere quella fenice ammaccata svecchiandola quasi con un nuovo format. Più che Sanremo, in parecchi momenti è sembrato il Paolo Bonolis show (come negli USA sarebbe stato tranquillamente ribattezzato). Dunque la formula vincente era far si che il pubblico da casa ogni tanto perdesse cognizione di cosa stesse guardando…cosa? ah si è il festival…



C come la Carta vincente, il big Marco che in molti hanno in realtà conosciuto proprio in queste serate. Il giovanissimo che l’ha spuntata su personaggi con maggiore esperienza, con un motivetto che sarebbe stato bene alla finale di Amici di cui lo stesso Carta è “figlio”. Personalemente avrei premiato qualcun altro…


E come eccellenza, quella interpretata ogni sera da un’ospite femminile diversa che ha portato appunto vari tipi di eccellenza. Il vantaggio rispetto alla “valletta” fissa degli anni passati è che almeno quest’anno se una delle cinque non ha funzionato almeno era per una sola serata. E in fondo diciamocelo, con Bonolis funziona troppo bene lo schema one man show che bene può reggere solo Luca Laurenti! E a proposito dei modelli, anche di quelli si poteva fare a meno, fossero almeno stati capaci di parlare (solo Ivan, quarta serata, era italiano) avrebbero dato un senso al pezzo di carne ben vestito buttato sul palco


SAN REMO - 59∞ FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANAG di Giuseppe Povia e il suo Luca era gay e adesso sta con lei: sarà stata gradita da tutti? Il testo a noi è piaciuto, una romanza in musica di un’infanzia infelice e della ricerca di una identità di vita condizionata dai genitori che si conclude scoprendo semplicemente che lei è il vero amore. Senza critiche, senza polemiche, limpidamente come può essere la vita di chiunque.


Hugh Hefner e le sue conigliette: ma erano proprio necessari? Dopo tanto parlare, un’attesa spasmodica per l’arrivo delle fatidiche playmate, richieste da vero divo per l’anziano patron di playboy e ci chiediamo se sia stato fondamentale. Forse serviva all’intrusa Laura Perego arrivare tutta nuda sul palco per protestare contro le pellicce…bè di quei momenti proprio potevamo fare a meno, o no?


I come Il favoloso mondo di Ameliè Arisa, vincitrice con “Sincerità” della categoria nuove proposte. Un fumetto piombato nell’Ariston, una fanciulla quasi pesce fuor d’acqua che con la voce convince tutti e dimostra di essere poi a proprio agio col microfono in mano.


bonolis-bacio-laurentiLuca Lurenti, spalla, valletta, co-conduttore, come lo volete chiamare? Trascinato a Sanremo solo grazie a Bonolis ma capiamo che i due sono in simbiosi tale che Paolo non ne avrebbe potuto fare a meno. E poi il maestro Luca è un jolly dalle mille capacità, da quella vocetta assurda esce Frank Sinatra ed è sempre pronto a gag, magari non sempre originali, ma che fanno comunque sorridere.


M come marketing. Bonolis-Del Noce hanno capito che serviva un approccio mirato al mercato, al pubblico stanco degli anni passati. Scenografia rinnovata, regia e fotografia mirate a coinvolgere al massimo il pubblico da casa sfruttando le emozioni degli artisti


O di Osservatore Romano, a loro il Festival non è stato gradito. Bocciato il tentativo di dare uno spessore culturale al festival delle canzoni, “Bonolis ce la mette tutta ma con risultati disarmanti”


P di palcoscenico a cui diamo voto 10. Avvolto dall’orchestra, piccolo, da fagocitare con gli occhi da casa tanto da sentirsi lì a due passi da chi calcava ogni volta la scena. Sparita la pomposità distaccata del classico palco distante da tutti, il messaggio sembrava essere “e che ci vuole..salite qui su anche voi!”


Quanto mi costi: Bonolis, 1 milione di euro, Roberto Benigni 350 mila, Hefner 120 mila, Vincent Cassel 100 mila, Maria De Filippi 50 mila fino ai 10 mila, giusto un rimborso spese, per gli artisti dei duetti con i concorrenti.


R come Roberto Benigni: a chi è piaciuto a chi no, comunque ha dato la giusta spinta a tutta la kermesse. Genialmente inserito nella prima serata e come altri ospinti più accattivanti in un orario assolutamente consono alla stragrande maggioranza del pubblico


S come super ospiti. Da Mina al già nominato Benigni, passando per Kevin Spacey e Vincent Cassel all’elegantissima Annie Lennox. Senza dimenticare l’omaggio a De Andrè per la voce degli attori Santamaria e Accorsi accompagnati dalla PFM, il passaggio di Haber, Allevi, Katy Perry, Pino Daniele. Un discreto assortimento di buoni rappresentanti delle varie arti e per tutte le fasce d’età, questo fa spettacolo.


T specchio specchio delle mie brame, qual’è il Televoto più vero del reame?….


V il vero Vincitore della Kermesse canora si scoprirà in realtà nei prossimi giorni e sarà il più amato dalle radio…


Z come Zanicchi Iva e le sessantenni irriducibili, da Patti Pravo a Ornella Vanoni, che se pensassero meno a chirurgia estetica e nude look sarebbe meglio. Il testo della Zanicchi e l’abbigliamento leggero della Pravo cosa vorrebbero dire, che anche dopo gli anta la sessualità è un elemento importante? In confronto Arisa sembrava una suorina appena uscita dal convento!


Per leggere di più: sui compensi delle star , sul festival di Sanremo+fonte foto

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feb  09
22
alle 04:23
da guaf

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