Scandalo Isola dei famosi, lo staff tecnico denuncia sfruttamento e condizioni di lavoro disumane. Gallery

L’Isola dei famosi non è solo una gara di sopravvivenza per i concorrenti, ma a quanto pare va anche peggio per la troupe che segue la realizzazione del programma dal Nicaragua. Una squadra di professionisti, circa un centinaio, messa a disposizione dalla Magnolia, la casa produttrice che consegna alal Rai il programma bello e fatto, che da un mese sta lavorando in condizioni disumane. Alcuni di loro non ce l’hanno fatta più, e sfidando il timore di ritorsioni dei datori di lavoro si sono rivolti ad un nascente sindacato che vuole tutelare tutti i dipendenti del broadcast, la Clb, che a sua volta si è rivolto alle pagine di Panorama per diffondere la scandalosa situazione.
A fronte di un programma dai costi altissimi, i lavoratori sono stati assunti con un contratto a progetto che prevedeva 120 euro lorde al giorno accettando tutti i disagi del caso. Peccato che per disagi si intendeva quello che i lavoratori hano scoperto solo arrivando in Nicaragua: tutto, dal dormire ai servizi igienici, dal cibo ai trasporti è stentato e scadente. Chiaramente la produzione va al risparmio assoluto per approfittare al massimo degli introiti del programma…
Solo i più fortunati hanno avuto la possibilità di stiparsi in piccole casette in legno che ospitano cinque persone ciascuna, tutti gli altri sono acampati in tende da campeggio con sacchia a pelo di fortuna; le zanzariere sono un lusso in una zona altamente paludosa dove le zanzare sono infestanti. I bagni a disposizione sono pochissimi, l’acqua potabile pro capite è limitata, non si dispone di una lavanderia nel campo e tutti gli extra si pagano, dalla bottiglietta d’acqua al viaggio nel centro del villaggio dove poter lavare i vestiti.
Non altrettanto famosi sono stati i viaggi in ospedale della troupe, mentre tanto parlare si è fatto delle ammaccature dei concorrenti dopo il volo dall’elicottero il primo giorno. Molti tra cameramen, fotografi, elettricisti ed altre persone dello staff hanno avuto brutte avventure con i trasporti in barche a causa di scosse e ondate finendo a fare controlli in ospedale. Per non parlare dei rifiuti bruciati all’aperto vicino il campo dei lavoratori, e lo scarso sistema di fognature che regala alla zona un infestante olezzo…
Si tratta di un caso estremo, ha dichiarato Stefano Bacci, presidente della Clb, tuttavia è sintomatico di una gravissiam situazione di sfruttamento del lavoro di professionisti del settore. Ancora Bacci spiega bene come si è arrivati a questi estremi: “La deregulation ha portato all’abbattimento dei costi degli appalti rispetto alle produzioni interne. I service sono strangolati e a loro volta si trovano costretti a sfruttare i lavoratori, imponendo questo tipo di condizioni. Fino a oggi la paura di non essere più chiamati a lavorare è stata tale che nessuno ha mai osato alzare la testa, accettando le omissioni dei controlli obbligatori, le tutele di salute, i riconoscimenti di parità di trattamento rispetto ai dipendenti”
Per vedere di più: la gallery dedicata all’Isola dei Famosi
da guaf
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